Edoardo Alfieri e le sue opere all’Accademia Ligustica di belle arti di Genova
Il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti venne fondato nel 1751 da un gruppo di artisti e aristocratici genovesi. Il Museo è una raccolta di ricchezze culturali dell’arte genovese dal quattordicesimo secolo ad oggi. L’archivio Alfieri-Maisano donò al Museo dell’Accademia ligustica di Belle Arti una serie di Opere: Bimba Malinconica (1944), Cavalli (1956), Composizione dinamica (1956), Caino e Abele (1956) e Il Monumento a Mameli (1961).

Bimba Malinconica
1944
Fusione in bronzo
Questo ritratto in bronzo ci mostra il volto struggente di una bimba durante la sua prima infanzia
Cavalli
1956
Fusione in bronzo
Questo bassorilievo modellato e fuso nel 1956 ci mostra tre cavalli in movimento (il tema dei cavalli è stato affrontato per tutta la sua vita, questi sono sempre in movimento, imbizzarriti, sofferenti o in lotta tra loro o con gli umani).


Cavalli
1956
Fusione in bronzo
Questo bassorilievo modellato e fuso nel 1956 ci mostra quattro cavalli in movimento (il tema dei cavalli è stato affrontato per tutta la sua vita, questi sono sempre in movimento, imbizzarriti, sofferenti o in lotta tra loro o con gli umani).
Composizione Dinamica
1956
fusione in bronzo
Bassorilievo in Bronzo realizzato nel 1956. In questa scultura i soggetti non sono ben definiti. Questo intreccio presente racchiude in sé un grande movimento dinamico che ricorda molto gli estremi adottati dai futuristi, di cui Alfieri frequentò il gruppo “sintesi” negli anni ‘30.


Monumento a Mameli (Ritorno al Verbo)
1961
Fusione in bronzo
Questa scultura era considerata da Alfieri “una delle sue più autentiche espressioni plastiche a cui si sentiva particolarmente legato”
L’opera presenta un fitto intreccio di figure in corsa che movimentano la scena: i personaggi stilizzati si concentrano per poter tenere alto il drappo.
In questa opera anche il vento partecipa con forza e anima la bandiera italiana, che sovrasta il tutto.
Mameli, a cui è dedicata quest’opera, fu una grande personalità durante la guerra di indipendenza per l’Italia. Il genovese Mameli è famoso soprattutto per essere stato lo scrittore dell’inno d’Italia.
Anche in questa scultura si legge la “radice futurista” dello scultore che del movimento ne fece il protagonista.
Caino e Abele
1956
Fusione in bronzo
Caino e Abele, famoso racconto biblico, è uno dei pretesti per raccontare, anche plasticamente, l’eterna lotta che accompagna l’uomo.
L’artista riflette e ci rende consapevoli sulla lotta tra il bene e il male, Male che è in tutti noi. Questa è una “presenza” che va avanti dall’origine dell’uomo e della società,
Alfieri ha affrontato questo tema per circa due anni (1956-58) e ha realizzato diverse sculture in bronzo e gesso. Le opere dell’artista si concentrano sull’aspetto delle due tipologie della lotta, la lotta interiore, quella inconscia e quella fisica. Il ‘900, periodo in cui vive l’artista, è un momento di rivoluzione che ha toccato molti aspetti della società e le sue lotte.
